PIZZERIA

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L'origine del nome

La Mandragola è una pianta di alto valore simbolico. La sua radice ramificata ricorda una figura umana; fino all’ epoca moderna fu tenuta in grande considerazione come gnomo portafortuna.

Stando alla dottrina tradizionale delle segnature (secondo cui i contrassegni esterni rimandano alla virtù terapeutica) essa porta la segnatura divina – in un certo qual modo una naturale istruzione per l’uso – dell’ “uomo totale”; veniva perciò considerata come una sorta di panacea.
Effettivamente questa pianta contiene diverse sostanze tossiche che possono causare allucinazioni, ma ha anche un ruolo importante nella formulazione di unguenti medicamentosi; quindi veniva temuta e venerata allo stesso tempo per questa sua efficacia magica.

Ad essa venivano attribuite anche virtù afrodisiache, evocate anche dalla sua forma che ricorda gli organi sessuali. Il maschile con la radice imita talvolta un tronco umano con le gambe mentre il femminile con l’altra radice sembra che contenga una specie di cavità, infine i frutti sferici, appuntiti alla sommità, simboleggerebbero le mammelle….

La mandragola e l'elefante

La Mandragola appare nel primo bestiario della nostra era, Il Fisiologo, scritto fra il II e il V secolo: “Esiste nei monti un animale detto Elefante. In questo animale non c’è brama di congiungimento carnale; quando vuol generare dei figli, si reca in Oriente, vicino al paradiso. Ivi si trova un albero detto mandragola. Vanno dunque la femmina e il maschio e la femmina coglie per prima il frutto dell’ albero e ne porge anche al maschio, lo alletta affinchè questi ne prenda. Dopo aver mangiato, il maschio si avvicina alla femmina e si congiunge ad essa la quale subito concepisce nel ventre.

Quando giunge l’epoca in cui deve partorire, la femmina va in uno stagno d’acqua, vi entra fino a che l’acqua non le giunge alle mammelle e in tal modo partorisce suo figlio sull’ acqua; quest’ultimo le sale sulle ginocchia e succhia il “seno”. Mentre la femmina partorisce, l’ Elefante la protegge dal serpente poichè il Serpente è nemico dell’ Elenfante.

Quando l’Elefante trova il Serpente, lo calpesta e lo uccide. La natura dell’Elefante è questa: se cade non è in grado di rialzarsi perchè non ha giunture nelle ginocchia. E in che modo cade? Quando vuol dormire si appoggia ad un albero e si addormenta. I cacciatori che conoscono la natura dell’Elefante, vanno a segare parzialemente l’albero. L’animale viene cosi’ ad appoggiarvisi e cade insieme all’albero.

Comincia a mandare alti barriti cosicchè un altro elefante che lo sente venga a soccorrerlo. L’altro elefante non è in grado però di sollevarlo e si mettono quindi a barrire entrambi. Arrivano altri dodici elefanti ma non riescono a sollevare quello caduto. Allora si mettono tutti a barrire. Dopo di tutti, arriva un piccolo elefante che pone, sotto l’elefante caduto, la sua proboscide e lo solleva. La natura del Piccolo Elefante è questa: se bruci i suoi piedi o le sue ossa in un luogo, ivi non penetra alcuno spirito malvagio, ne alcun Drago ne alcun male”.
L’elefante e la sua femminasono dunque immaginidi Adamo ed Eva: quando erano nelle delizie del Paradiso, prima della trasgreddione non conoscevano l’unione carnale e non pensavano all’ accoppiamento. Quando la donna ha mangiato il frutto dell’albero – la spirituale mandragola – e ne ha dato anche all’uomo, anche Adamo ha conosciuto la donna e ha generato Caino sopra le acque malefiche (…) E’ dunque venuto il grande Elefante – la legge – e non è stato in grado di sollevarlo; poi sono venuti i dodici elefanti – la schiera dei profeti – e neanche loro sono stati capaci di risollevare l’uomo caduto; dopo tutti è venuto il santo elefante spirituale e ha sollevato l’ uomo da terra.

Il Fisiologo A cura di Francesco Zambon

La Mandragola dunque ha assunto diverse valenze, a seconda delle storiche e dei sostrati ideologico-culturali. Anche negli anni ’30 del ‘900 tale mitologia collettiva è rivissuta nel fumetto americano di “Mandrake” (Mandragola).