PIZZERIA

PIZZERIA




MATERIE PRIME


Da sempre la nostra filosofia ci tiene legati alla bontà e al giusto nutrimento.

La Mandragola cerca nel suo piccolo di offrire ai clienti una pizza elaborata, seguendo i criteri più semplici e genuini che abbiamo rintracciato nella stagionalità dei prodotti e nell’origine degli stessi. Le nostre ricerche si sono concentrate sull’’utilizzo di fermenti, lieviti ed enzimi, sulla scelta di farine dai tagli idonei, sugli ingredienti finali, che devono avere, nel loro complesso, rispetto per le richieste organolettiche e la genuinità, per favorire al meglio la corretta alimentazione.

Le nostre pizze sono prodotte utilizzando solo lievito naturale autoprodotto e farine di grano tenero a basso contenuto glutinico. Nella nostra cucina lavoriamo solo con Farina Intera ® prodotta con l’esclusiva Lavorazione Fedele®.

Questa farina, sviluppata in collaborazione con l’Università di Bologna e testata dall’Università di Pavia, è frutto di un procedimento che ha previsto l’eliminazione, in maniera naturale, della parte lignina dalla crusca, mantenendo inalterata la sola fibra solubile. Così facendo abbiamo ottenuto una farina che contiene un 20% in più di fibra solubile, o fibra buona, rispetto agli altri prodotti integrali. Farina Intera® ha tutti i vantaggi della farina integrale senza avere gli effetti irritanti della fibra insolubile; è una farina bianca, fonte di fibre solubili (Arabinoxilani) le uniche riconosciute, dall’EFSA (European Food Safety Authority), come efficaci nella riduzione dell’innalzamento glicemico post-prandiale .

L’assunzione di pane Farina Intera® ha permesso di ridurre significativamente (50%) la glicemia post-prandiale in soggetti sani. Il pane prodotto con Farina Intera® ha un indice glicemico pari a 41,8 e può pertanto essere definito un alimento a basso indice glicemico.

Usiamo solo sale delle Saline di Cervia, Olio Extravergine di Oliva e Pomodori 100% Italiani, Squacquerone della Centrale del Latte di Cesena, Prosciutto Crudo di Parma DOP e Prosciutto Cotto di Coscia Intera. La Mozzarella di Bufala è campana DOP, come lo è anche il Gorgonzola, mentre le Olive Nere sono Nostranine, ossia una varietà leccino, tipica italiana; le Acciughe provengono da Sciacca e sono un prodotto DOP del pescato italiano.

Le nostre scelte sono la nostra filosofia e la capacità di scegliere è la nostra più alta qualità.


LAVORAZIONI


La panificazione è di per sé un mondo affascinante pieno di caratteristiche e processi, con una forte natura simbolica: dalla scelta del grano e delle farine, alla loro percentuale in un impasto, al diverso criterio di lavorazione a seconda del tipo di grano o taglio.

Non di meno le altre fasi di preparazione, maturazione, fermentazione, preparazione finale, e la stessa cottura del prodotto, sono azioni che rivelano come ogni singolo particolare contribuisca alla composizione del prodotto finale, destinato ad essere, prima di tutto, un nutrimento.

Con la nostra lavorazione, ad esempio, cerchiamo di non alzare i livelli di glutine; scegliendo di utilizzare solo lievito naturale auto prodotto riusciamo a curare l’intero processo di fermentazione. Lavorando prodotti stagionali, coltivati vicino a noi, possiamo esaltare al meglio sapori e profumi, prendendoci cura, al contempo, del gusto e della nostra terra.


RESPONSABILITÀ


Sano è bello, sano è buono, così, buono è bello, cerca di essere anche il prodotto che noi somministriamo: la Pizza.

Questo prodotto ha una sua precisa vocazione, per sua stessa natura è popolare e aperta, in continuo divenire, prestandosi e offrendo risultati sempre interessanti. Per queste ragioni, la nostra responsabilità risiede nell’eseguire un lavoro con la consapevolezza che lo stiamo imparando, prima di tutto dai nostri clienti, mantenendo per noi la responsabilità dell’interpretazione dei loro suggerimenti.

Per quanto ci è possibile, teniamo a sposare questa filosofia persuasi che non debba forzosamente seguire un rincaro nei prezzi, troppo spesso volto in maniera strumentalmente economica a strutturare nel pubblico l’idea che sano vuol dire costoso.

Negli anni, a La Mandragola abbiamo aderito a diverse campagne con la volontà di offrire ai clienti un messaggio di impegno verso le materie prime che usiamo, del territorio che abitiamo e delle tante realtà che lo rendono vivo.

La Mandragola sostiene il Comitato dei Genitori di Meldola; siamo un locale convenzionato, con sconto del 10%, con l’ Associazione Amici di Marco; abbiamo scelto di devolvere i soldi dei laboratori fatti in Piazza al reparto oncologico pediatrico di Cesena; nel nostro locale troverete una scelta di prodotti di Altro Mercato; in cucina prediligiamo il km0 alla grande distribuzione.

Da noi, non troverete Slot Machine perché da tempo abbiamo aderito alla Campagna No Slot nei pubblici esercizi: al posto delle Slot abbiamo allestito uno spazio con libri e riviste, perché crediamo che anche il tempo di attesa di una pizza debba essere speso con piacere.

Infine, da circa un anno abbiamo sposato la Campagna Mare Vivo, eliminando l’uso di qualsiasi cannuccia di plastica.


MENÙ



ORIGINE DE "LA MANDRAGOLA" E DEL NOSTRO NOME


La Mandragola è una pianta di alto valore simbolico. La sua radice ramificata ricorda una figura umana; fino all’ epoca moderna fu tenuta in grande considerazione come gnomo portafortuna.

Stando alla dottrina tradizionale delle segnature (secondo cui i contrassegni esterni rimandano alla virtù terapeutica) essa porta la segnatura divina – in un certo qual modo una naturale istruzione per l’uso – dell’“uomo totale”; veniva perciò considerata come una sorta di panacea. Effettivamente questa pianta contiene diverse sostanze tossiche che possono causare allucinazioni, ma ha anche un ruolo importante nella formulazione di unguenti medicamentosi; quindi veniva temuta e venerata allo stesso tempo per questa sua efficacia magica.

Ad essa venivano attribuite anche virtù afrodisiache, evocate anche dalla sua forma che ricorda gli organi sessuali. Il maschile con la radice imita talvolta un tronco umano con le gambe mentre il femminile con l’altra radice sembra che contenga una specie di cavità, infine i frutti sferici, appuntiti alla sommità, simboleggerebbero le mammelle…

LA MANDRAGOLA E L' ELEFANTE


La Mandragola appare nel primo bestiario della nostra era, Il Fisiologo, scritto fra il II e il V secolo: Esiste nei monti un animale detto Elefante. In questo animale non c’è brama di congiungimento carnale; quando vuol generare dei figli, si reca in Oriente, vicino al paradiso. Ivi si trova un albero detto mandragola. Vanno dunque la femmina e il maschio e la femmina coglie per prima il frutto dell’ albero e ne porge anche al maschio, lo alletta affinchè questi ne prenda. Dopo aver mangiato, il maschio si avvicina alla femmina e si congiunge ad essa la quale subito concepisce nel ventre.
Quando giunge l’epoca in cui deve partorire, la femmina va in uno stagno d’acqua, vi entra fino a che l’acqua non le giunge alle mammelle e in tal modo partorisce suo figlio sull’ acqua; quest’ultimo le sale sulle ginocchia e succhia il “seno”. Mentre la femmina partorisce, l’ Elefante la protegge dal serpente poichè il Serpente è nemico dell’Elefante. Quando l’Elefante trova il Serpente, lo calpesta e lo uccide. La natura dell’Elefante è questa: se cade non è in grado di rialzarsi perchè non ha giunture nelle ginocchia. E in che modo cade? Quando vuol dormire si appoggia ad un albero e si addormenta. I cacciatori che conoscono la natura dell’Elefante, vanno a segare parzialmente l’albero. L’animale viene cosi’ ad appoggiarvisi e cade insieme all’albero.

Comincia a mandare alti barriti cosicchè un altro elefante che lo sente venga a soccorrerlo. L’altro elefante non è in grado però di sollevarlo e si mettono quindi a barrire entrambi. Arrivano altri dodici elefanti ma non riescono a sollevare quello caduto. Allora si mettono tutti a barrire. Dopo di tutti, arriva un piccolo elefante che pone, sotto l’elefante caduto, la sua proboscide e lo solleva. La natura del Piccolo Elefante è questa: se bruci i suoi piedi o le sue ossa in un luogo, ivi non penetra alcuno spirito malvagio, ne alcun Drago ne alcun male.

L’elefante e la sua femmina sono dunque immagini di Adamo ed Eva: quando erano nelle delizie del Paradiso, prima della trasgressione non conoscevano l’unione carnale e non pensavano all’ accoppiamento. Quando la donna ha mangiato il frutto dell’albero – la spirituale mandragola – e ne ha dato anche all’uomo, anche Adamo ha conosciuto la donna e ha generato Caino sopra le acque malefiche (…) E’ dunque venuto il grande Elefante – la legge – e non è stato in grado di sollevarlo; poi sono venuti i dodici elefanti – la schiera dei profeti – e neanche loro sono stati capaci di risollevare l’uomo caduto; dopo tutti è venuto il santo elefante spirituale e ha sollevato l’ uomo da terra.
Il Fisiologo A cura di Francesco Zambon

La Mandragola dunque ha assunto diverse valenze, a seconda delle storiche e dei sostrati ideologico-culturali. Anche negli anni ’30 del ‘900 tale mitologia collettiva è rivissuta nel fumetto americano di “Mandrake” (Mandragola).